TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


giovedì 14 settembre 2017

Vincenzo Cecchini, Trittici e Foto-Tracce

     “Inquadratura” 1972-73 


V I N C E N Z O  C E C C H I N I
Trittici” 1972/1975 & “Foto-Tracce” 2015/2017

Sabato 23 Settembre 2017 ore 18,00

Galleria Peccolo, piazza Repubblica 12 –Livorno

Dal 23 Settembre al 25 Ottobre 2017
Orario: 10/13 – 16/20 festivi e lunedì chiuso.



Vincenzo Cecchini è nato a Cattolica nel 1934, ha vissuto a Milano, Roma e Latina dove ha insegnato nei vari Istituti d’Arte; dal 1980 è tornato a vivere nella sua città natale: Cattolica. Tra il 1970 e 1975 è stato protagonista, insieme con altri pittori italiani, del rinnovamento per una nuova concezione della pittura che, in seguito, fu definita “Pittura Analitica”.

Recentemente la “Pittura Analitica” sta godendo della rivalutazione  sia da parte della critica che del mercato, e le esposizioni su questo tema si susseguono tra Musei e Gallerie Italiane e Internazionali. Ma durante tutti gli anni Settanta la scena artistica internazionale era dominata dalla visione di un’arte detta Concettuale e della Performance o dell’Arte Povera: un fare arte che privilegiava, nell’operare artistico, l’effimero, la concezione filosofica e mentale o corporale dell’autore; ricusando come dogma l’uso dei materiali pittorici: la tela, il pennello e il colore.

In quegli stessi anni il medium fotografia andava assumendo un ruolo importante quale mezzo artistico di ricerca e Vincenzo Cecchini, da sempre appassionato sperimentatore sia in Pittura che nella Fotografia, ha indagato con i suoi lavori le possibilità di dialettica e di combinazione tra questi due mezzi artistici a lui congeniali.

“Fotografo quello che dipingo e ridipingo ciò che ho fotografato” questo breve aforisma potrebbe essere lo slogan che accompagna tutta la produzione artistica di Cecchini, dalle prime opere “Inquadrature” e “Trittici” del 1972-75 fino alla recente serie di quadri “Foto-Tracce” e ai recentissimi “Omaggio a Giorgio Morandi” del 2015-2017; e in questa personale livornese sono esposte, in un confronto diretto, le opere significative dei due nuclei di lavori.

Con le “Inquadrature” e i “Trittici” del ‘72-75 Cecchini partecipava, durante gli anni Settanta, oltre che nelle mostre in Musei Italiani ed Europei dedicate alla “Pittura Analitica”, anche alla mostra “Aphoto” che il prestigioso Studio Marconi di Milano nel 1977 dedicò ad artisti nel cui lavoro si incrociavano Pittura e Fotografia; tra i partecipanti: Agnetti, Paolini, Di Bello, ecc.

A documentare la mostra un catalogo a cura della Galleria Peccolo che contiene una prefazione di Marco Meneguzzo, una selezione dei principali testi critici che negli anni hanno seguito lo sviluppo della sua opera a partire dal 1970 fino ai recenti esiti; con illustrate tutte le opere esposte in questa mostra-confronto. Sarà inoltre disponibile il recente Libro d’Artista “Affinità Elettive” creato da Vincenzo Cecchini con 13 poesie in dialetto romagnolo e 13 tavole a colori che riproducono disegni dell’autore. Il volume è edito dalle Edizioni Peccolo nella Collana “Memorie d’Artista”.

Durante la vernice, in anteprima, verrà presentato il video-documentario su Vincenzo Cecchini prodotto da ARTCOM.