TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 21 dicembre 2013

Piero Manzoni e Albisola. Una visione internazionale



Un libro ricostruisce la presenza di Piero Manzoni ad Albisola, a metà del secolo scorso vivacissimo punto di incontro delle avanguardie artistiche.


Piero Manzoni ad Albisola


Il volume inaugura una serie speciale della collana Pesci rossi, realizzata in stretta collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, che da sempre svolge e promuove studi sull’artista, nell’anno del cinquantesimo anniversario della morte dell’artista.

Una visione internazionale. Piero Manzoni e Albisola è il primo di una serie di pubblicazioni nate da questo sodalizio, coordinate da Rosalia Pasqualino di Marineo, che intendono approfondire aspetti specifici della ricerca intorno a Piero Manzoni e il suo tempo, grazie a materiali e documenti a volte inediti.

Con la sua eccezionale ricchezza d’immagini e contenuti, il libro documenta la complessità di rapporti e motivazioni che hanno contribuito in maniera fondamentale all’evolversi della creatività di uno dei protagonisti indiscussi della scena artistica della seconda metà del XX secolo.

Tra gli anni cinquanta e anni sessanta la cittadina ligure di Albisola, famosa per la lavorazione della ceramica, divenne un autentico crocevia catalizzatore d’incontri e sperimentazioni internazionali nel panorama artistico contemporaneo. Piero Manzoni che sin da bambino vi trascorreva lunghi periodo estivi con la famiglia, si trovò in un ambiente ricco di stimoli e ispirazioni.

Attraverso una puntuale verifica delle fonti bibliografiche, documentarie e testimoniali, è stato possibile ricostruire storicamente le vicende biografiche e l’attività espositiva di Manzoni in contesto albisolese (molte opere cruciali di Manzoni, come ad esempio le Linee, sono state esposte per la prima volta ad Albisola) e documentare una serie di importanti relazioni ad esso legate, ritrovando opere e testi inediti.

Il volume ricostruisce ad esempio le vicende di alcuni Achrome legati al contesto di Albisola (tele grinzate, cucite e oggetti), oppure ancora definisce quali tra le Linee, che Lucio Fontana riteneva l’opera più importante di Manzoni, fossero presenti nella prima mostra dedicata a questo ciclo, tenutasi nel 1959 nella cittadina ligure (tra di esse, la Linea m 9,48 acquistata in quest’occasione dallo stesso Fontana).

L’anno successivo Manzoni presenta ad Albisola anche i suoi Corpi d’aria e la località ligure è in parte luogo di elaborazione del progetto per il Placentarium, teatro pneumatico concepito per la rappresentazione dei Balletti di luce dell’amico artista tedesco Otto Piene.

La nota Merda d’artista trova altresì la sua prima apparizione pubblica in una mostra albisolese, nell’estate del 1961. Ad Albisola Manzoni instaura fecondi rapporti con altri artisti di rilievo internazionale e da qui scrive lettere interessantissime a colleghi e amici, di grande importanza per la ricostruzione di rapporti, motivazioni e vicende fondamentali legate all’attività dell’artista.

(Dalla pagina Facebook di Ale Hozro)




Francesca Pola
Piero Manzoni e Abisola
Una visione internazionale
Electa, 2013
euro 22