TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


venerdì 1 novembre 2013

Dove andare. Lago di Como: i percorsi della fede e del contrabbando



Sentieri in altri anni percorsi da scout che ci sono rimasti nel cuore. Allora quasi deserti, frequentati solo da pastori e contrabbandieri. Oggi vie di un turismo in cerca di silenzio,  attento alla bellezza sfumata dei luoghi.

Silvia Bernasconi

Como. A piedi su quel ramo del lago

Appena lasciata la città, il lago si presenta come un mondo a parte. Strade tortuose, antichi borghi abbarbicati come presepi sulle montagne accanto a ville sontuose e a giardini in fiore, chiesette romaniche in pietra immerse nei boschi, veri e propri gioielli nascosti ai più. Il modo migliore per scoprire il lago è a piedi, percorrendo i sentieri panoramici e le mulattiere che si snodano ora lungolago ora a mezzacosta.

Bastano un paio di scarpe da trekking, una mappa dettagliata e gli orari dei battelli, utili per tornare - via acqua - al termine delle escursioni. Dall'alto, lo sguardo abbraccia gli scorci più suggestivi del Lario, si apre su vedute mozzafiato e poi si richiude sui tesori nei quali ci si imbatte lungo il cammino. È un trekking dolce, un po' pigro come il ritmo lacustre, pieno di soste per ammirare i panorami o scambiare due parole con i laghèe (gli abitanti del lago). Ci sono percorsi per tutte le esigenze.



Il più scenografico è la Greenway, 10,5 chilometri (3 ore e mezza) da Colonno a Cadenabbia passando per alcuni dei luoghi più noti del lago come Lenno, con Villa Balbianello, e Tremezzo, con Villa Carlotta e il suo giardino di azalee e rododendri. La Greenway è accessibile e ben segnalata. Più impegnative sono la via dei Monti Lariani, tutta in quota, e i sentieri che ripercorrono il tracciato dell' antica Strada Regina, di impianto romano, per oltre 100 chilometri lungo la sponda occidentale, da Cernobbio a Chiavenna. Per farli a tappe, si può dormire nei b&b.

Ossuccio


















I sentieri che portano alle chiese, poi, diventano piccoli pellegrinaggi. Partendo da Ossuccio si sale lungo la via delle Cappelle al santuario della Madonna del Soccorso, balcone naturale affacciato sul promontorio di Lenno, sui due golfi e sull' isola Comacina. Da qui una mulattiera porta a San Benedetto in Val Perlana, un' abbazia romanica del XI secolo in pietra grigia locale con un abside ben conservato.

San Benedetto















A 800 metri d' altezza, in mezzo a larici e abeti, San Benedetto è un' oasi di pace da assaporare prima di ridiscendere su Lenno (9 chilometri in tutto, circa 4 ore). Da Cadenabbia si sale, invece,a Griante e, attraversando il nucleo antico dell' abitato, si continua lungo un sentiero panoramico fino all' eremo di San Martino, a strapiombo sulla roccia con una vista spettacolare sulla punta Spartivento, su Bellagio, fino alle cime del ramo orientale del lago, quello di Lecco, dal San Primo alla Grigna.

San Fedelino
















Vale la pena spingersi fino all' estremità nord del Lario per raggiungere (sempre a piedi) San Fedelino, minuscola chiesa lungo il torrente Mera, che sfocia nel lago di Mezzola, eretta tra il 900 e il Mille e affrescata, una delle più antiche testimonianze romaniche dell' arco prealpino. Poco più in là, una baia con una spiaggia e un' acqua che,a seconda della luce, può regalarvi il verde smeraldo. E, magari, un tuffo.

(Da: La Repubblica del 17 aprile 2013)